Settimana europea per la sicurezza sul lavoro: 5 azioni concrete per latua azienda
Una settimana per passare dalle parole ai fatti
Dal 19 al 24 ottobre 2026 si svolge la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, organizzata dall'Agenzia europea EU-OSHA. Ogni anno, nella 43ª settimana del calendario, aziende, istituzioni e professionisti di tutta Europa dedicano eventi, formazione e iniziative alla prevenzione.
L'edizione 2026 ha un significato particolare: apre la nuova campagna «Ambienti di lavoro sani e sicuri – Insieme per la promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro». Al centro c'è la prevenzione dei rischi psicosociali: stress, carichi eccessivi, incertezza sui ruoli, paura di non sapere cosa fare.
Cosa c'entra con la sicurezza antincendio e l'emergenza?
Molto più di quanto sembri. Un lavoratore che conosce le procedure, sa usare un estintore e sa dove andare in caso di allarme lavora più sereno. In questo articolo vediamo 5 azioni concrete che ogni azienda può avviare proprio in questa settimana.

5 azioni concrete per la tua azienda
Aggiorna la valutazione dei rischi, compresi quelli psicosociali
Il D.Lgs. 81/2008 chiede al datore di lavoro di valutare tutti i rischi, incluso lo stress lavoro-correlato. Spesso però il documento di valutazione dei rischi viene aggiornato solo quando cambiano macchinari o locali, mentre turni, organizzazione e carichi di lavoro restano fuori.
La Settimana europea è il momento giusto per una revisione. Chiediti se il DVR riflette davvero come si lavora oggi, e se considera anche i nuovi rischi stagionali, come quelli legati al riscaldamento.
Cosa fare
- Verificare data e contenuti dell'ultima revisione del DVR e della valutazione del rischio incendio.
- Inserire o aggiornare la valutazione dello stress lavoro-correlato, coinvolgendo RSPP, medico competente e RLS.
- Usare strumenti gratuiti come OiRA, la piattaforma EU-OSHA per la valutazione dei rischi.
Rendi chiare le procedure di emergenza
L'incertezza è una delle principali fonti di ansia. Se in azienda nessuno sa con precisione chi chiama i soccorsi, dove si trova il punto di raccolta o chi assiste i colleghi con disabilità, un allarme diventa caos.
Il DM 2 settembre 2021 prevede un piano di emergenza e almeno una esercitazione antincendio all'anno nei luoghi di lavoro in cui è richiesto.
Una procedura chiara e provata riduce i tempi di reazione e lo stress delle persone coinvolte.
Cosa fare
- Rileggere il piano di emergenza e verificare che nomi, numeri e planimetrie siano aggiornati.
- Programmare una prova di evacuazione, se non è stata fatta negli ultimi dodici mesi.
- Controllare che planimetrie e segnaletica di sicurezza siano visibili e comprensibili, anche per i nuovi assunti.
Investi in una formazione utile, non solo obbligatoria
Una formazione fatta " per il registro " non prepara nessuno. Chi è nominato addetto antincendio o primo soccorso senza sentirsi pronto vive quel ruolo come un peso, e in emergenza rischia di bloccarsi.
Una formazione costruita sul contesto reale dell'azienda, con prove pratiche e scenari credibili, trasforma l'incarico in competenza. E la competenza dà sicurezza, anche emotiva.
Cosa fare
- Controllare scadenze e aggiornamenti della formazione di addetti antincendio, primo soccorso e preposti.
- Preferire corsi con esercitazioni pratiche sull'uso dei presidi antincendio.
- Distribuire gli incarichi in modo equilibrato, evitando che pochi lavoratori concentrino tutte le responsabilità.
Approfondimento: Formazione antincendio personalizzata: perché non è uguale per tutte le aziende.
Ascolta e coinvolgi i lavoratori
La campagna EU-OSHA insiste su un punto: la salute mentale al lavoro si costruisce insieme. Chi vive ogni giorno reparti, magazzini e uffici è spesso il primo a notare un'uscita di emergenza ingombra, un estintore spostato o un carico di lavoro diventato insostenibile.
Serve però un canale semplice per segnalarlo, e la certezza che la segnalazione non resterà senza risposta.
Cosa fare
- Organizzare durante la settimana un breve incontro sulla sicurezza, aperto a domande e proposte.
- Attivare un sistema di segnalazione dei " quasi incidenti " e delle anomalie, anche anonimo.
- Valorizzare il ruolo dell'RLS e, dove prevista, la riunione periodica di sicurezza.
Verifica che ambienti e presidi siano davvero efficienti
Lavorare in un ambiente curato, con vie di fuga libere, illuminazione di emergenza funzionante ed estintori revisionati, è una forma concreta di tutela. Al contrario, segnali di trascuratezza alimentano la percezione che la sicurezza " non sia una priorità ".
Il DM 1° settembre 2021 disciplina controlli e manutenzione di impianti e attrezzature antincendio. Rispettarlo non è solo un obbligo: è un messaggio chiaro alle persone.
Cosa fare
- Controllare il registro dei controlli antincendio e le date delle ultime manutenzioni.
- Verificare vie di esodo, porte tagliafuoco, luci di emergenza e segnaletica.
- Affidare le verifiche periodiche a tecnici qualificati, evitando la gestione " fai da te" .
La checklist della settimana
Per non perdere l'occasione, ecco un piano minimo da avviare entro venerdì 24 ottobre.
Verificare data dell'ultima revisione del DVR e della valutazione stress
lavoro-correlato
Controllare che il piano di emergenza sia aggiornato e conosciuto da tutti
Fissare la data della prossima prova di evacuazione
Controllare scadenze della formazione di addetti antincendio e primo soccorso
Organizzare un incontro di 30 minuti con i lavoratori sulla sicurezza
Attivare un canale semplice per segnalare anomalie e quasi incidenti
Verificare registro dei controlli, estintori, luci di emergenza e vie di esodo
Programmare con un tecnico qualificato le manutenzioni in scadenza




