Riscaldamento in azienda: 7 rischi incendio da prevenire in autunno
Perché l'autunno è un momento critico
Ottobre ha un gesto tutto suo: la prima mattina fredda, qualcuno accende la caldaia e qualcun altro tira fuori la stufetta dall'armadio. È normale, ed è proprio qui che il rischio incendio in azienda cambia volto.
Per mesi gli impianti di riscaldamento sono rimasti fermi. Polvere, sporcizia, guarnizioni secche e scarichi ostruiti non si vedono, ma si fanno sentire alla prima accensione. Nello stesso momento uffici e magazzini si riempiono di apparecchi portatili, prolunghe e multiprese aggiunte " solo per l'inverno".
Il risultato è una combinazione pericolosa: più calore, più carico elettrico, più materiale combustibile vicino alle fonti di innesco. In questo articolo vediamo i 7 rischi incendio più frequenti legati al riscaldamento in azienda e cosa fare, concretamente, per prevenirli prima che arrivi il freddo vero.

I 7 rischi incendio del riscaldamento in azienda
Stufette elettriche sotto le scrivanie
È il caso più comune negli uffici: una stufetta da 2.000 W sistemata sotto la scrivania, a pochi centimetri da cestini della carta, faldoni, borse o tessuti. Una stufetta a resistenza scalda in pochi minuti tutto ciò che ha davanti, e spesso resta accesa anche quando la postazione è vuota. Il pericolo aumenta con apparecchi vecchi, senza protezione contro il ribaltamento o il surriscaldamento, oppure acquistati senza marcatura CE. Basta un piede che la sposta o un foglio che cade sulla griglia per avere un innesco.
Come prevenirlo
- Definire una regola aziendale chiara: stufette ammesse solo se autorizzate, in buono stato e con protezioni antiribaltamento e termostato di sicurezza.
- Mantenere almeno un metro libero davanti e ai lati dell'apparecchio, lontano da carta, tende e arredi.
- Spegnere e scollegare le stufette a fine giornata e ogni volta che la postazione resta vuota.
- Considerare la stufetta un segnale: se le persone ne hanno bisogno, il riscaldamento centrale va verificato.
Prolunghe, ciabatte e multiprese in cascata
La stufetta raramente arriva da sola. Per collegarla si usa la ciabatta già occupata da PC, monitor e caricabatterie, oppure si aggiunge una prolunga che attraversa il pavimento. Una stufetta assorbe da sola quanto tutta la postazione, e molte ciabatte economiche non sono dimensionate per reggere quel carico a lungo.
Prese che si scaldano, spine annerite, cavi schiacciati sotto le ruote delle sedie o sotto la moquette sono segnali da non ignorare. Ancora peggio le multiprese collegate una all'altra " a cascata" .
Come prevenirlo
- Collegare gli apparecchi di riscaldamento direttamente a una presa a muro, mai a ciabatte o prolunghe.
- Vietare le multiprese in cascata e le prolunghe arrotolate mentre sono in uso.
- Controllare periodicamente spine, prese e cavi, sostituendo subito ciò che è danneggiato o surriscaldato.
- Non far passare cavi sotto tappeti, moquette o lungo le vie di esodo.
Quadri e linee elettriche sotto sforzo
Dieci stufette accese contemporaneamente in un open space possono assorbire 20 kW. Spesso la linea elettrica di quell'area è stata progettata per computer e illuminazione, non per un carico del genere.
Il primo sintomo è lo scatto frequente dell'interruttore. La reazione sbagliata è riarmarlo ogni volta, o peggio intervenire sulle protezioni per " non farlo saltare più ". Un conduttore sovraccarico si scalda dentro i muri e nelle canaline, dove nessuno lo vede.
Come prevenirlo
- Trattare gli scatti ripetuti come un'anomalia da segnalare, non come un fastidio.
- Far verificare a un tecnico abilitato l'adeguatezza delle linee se si prevede l'uso di apparecchi elettrici di riscaldamento.
- Tenere i quadri elettrici chiusi, accessibili e liberi da materiali appoggiati sopra o davanti.
Caldaie e centrali termiche che si riaccendono dopo mesi di fermo
Una caldaia rimasta spenta da aprile non riparte come l'abbiamo lasciata.
Nei mesi di fermo possono accumularsi polvere e residui sul bruciatore, possono seccarsi guarnizioni e raccordi, e i dispositivi di sicurezza possono non intervenire come dovrebbero.
La prima accensione stagionale è quindi il momento in cui si concentrano anomalie di combustione, piccole perdite di combustibile e surriscaldamenti. Nelle centrali termiche di maggiore potenza le conseguenze possono riguardare l'intero edificio.
Come prevenirlo
- Programmare la manutenzione del generatore prima della prima accensione, non dopo il primo guasto.
- Verificare che il libretto di impianto sia aggiornato e che i controlli di efficienza energetica previsti siano stati eseguiti.
- Far controllare valvole di intercettazione del combustibile, pressostati, termostati di sicurezza e tenuta delle tubazioni.
- Per le centrali termiche soggette a controllo dei Vigili del Fuoco, controllare che la pratica di prevenzione incendi sia in regola.
Canne fumarie e scarichi ostruiti
In estate camini e canne fumarie diventano un rifugio per nidi, foglie e detriti. Alla prima accensione, uno scarico ostruito non smaltisce correttamente i fumi: aumenta la temperatura dei condotti e si possono creare condizioni di combustione anomala.
Oltre al rischio incendio, uno scarico che non tira espone le persone al monossido di carbonio, un gas inodore che non dà segnali di allarme.
Come prevenirlo
- Far ispezionare e pulire canne fumarie e terminali di scarico prima della stagione.
- Controllare che le aperture di ventilazione dei locali caldaia non siano state chiuse o ostruite.
- Valutare l'installazione di rivelatori di monossido di carbonio nei locali dove sono presenti apparecchi a combustione.
La centrale termica usata come deposito
È un errore che vediamo spesso: il locale caldaia, chiuso e poco frequentato, diventa il posto dove mettere scatoloni, sedie rotte, bancali, taniche o prodotti per le pulizie. In estate nessuno se ne accorge, perché la caldaia è spenta.
Con la ripartenza dell'impianto, quel materiale si trova accanto a una fonte di calore e di innesco. Inoltre ingombra l'accesso e rallenta qualsiasi intervento in caso di emergenza.
Come prevenirlo
- Svuotare il locale tecnico da tutto ciò che non appartiene all'impianto prima della prima accensione.
- Verificare che porte, eventuali dispositivi di chiusura e aperture di aerazione siano integri e funzionanti.
- Controllare che l'estintore del locale sia presente, raggiungibile e regolarmente revisionato, e che la segnaletica sia visibile.
- Tenere libero e segnalato l'accesso alla valvola di intercettazione del combustibile e all'interruttore generale.
Riscaldatori portatili e generatori d'aria calda in magazzini e capannoni
Negli ambienti grandi e difficili da scaldare si ricorre spesso a riscaldatori portatili a gas, a gasolio o a infrarossi, oppure a generatori d'aria calda.
Sono apparecchi efficaci, ma producono temperature elevate e, se a combustione, consumano ossigeno e generano gas di scarico.
In magazzino il rischio si moltiplica: imballaggi, pellicole, pallet in legno e cartone sono materiali che bruciano rapidamente. Basta un generatore posizionato troppo vicino a una scaffalatura o in un'area di passaggio dei carrelli.
Come prevenirlo
- Usare solo apparecchi idonei all'ambiente e installati secondo le istruzioni del costruttore.
- Rispettare le distanze di sicurezza da merci, scaffalature e materiali combustibili, delimitando l'area intorno all'apparecchio.
- Gestire bombole e taniche di combustibile in aree dedicate, lontano dalle fonti di calore.
- Garantire la ventilazione e non usare apparecchi a combustione in locali chiusi senza ricambio d'aria.




